Due giovani volontari hanno iniziato un lavoro di assistenza presso “Magliana 80”, un centro di recupero per tossicodipendenti. Attraverso il loro sguardo e il loro racconto, il mondo della comunità si svela essere teatro di fatica, forti esperienze emotive e rassegnazione, ma anche di inevitabili rapporti affettivi destinati però a durare poco: la scadenza è la fine del Servizio Civile.
Due giovani volontari hanno iniziato un lavoro di assistenza presso “Magliana 80”, un centro di recupero per tossicodipendenti. Attraverso il loro sguardo e il loro racconto, il mondo della comunità si svela essere teatro di fatica, forti esperienze emotive e rassegnazione, ma anche di inevitabili rapporti affettivi destinati però a durare poco: la scadenza è la fine del Servizio Civile.
UMANA80
Italia, 2025 / 11′
un film di
| Direttore della Fotografia | Federico Chiacchio |
| Montaggio | Susanna Grimaldi |
| Musica | Davide Lugni |
| Suono | Simone Cipriani |
| Produttore Esecutivo | Anemone Film |
| Produzione | Scuola Gian Maria Volontè |
| Distribuzione | Esen Studios |
Official Selections
- VisualFest
Italy, 2025
Fabrizio Giovanardi
Biofilmografia
Fabrizio Giovanardi, classe 2000, è un giovane regista romano. Dopo la laurea triennale in Filosofia conseguita presso l’Università di Roma Tre, entra al corso di Regia della Scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volonté, dove si diploma nel 2025. Durante il primo anno realizza il breve corto documentario “Umana 80”, e nel secondo anno della scuola realizza il cortometraggio “Dietro le quinte”.
Filmografia:
- “Umana80”, 2025
- “Dietro le quinte” (Backstage), 2025
Note di regia
Quando abbiamo pensato a questa storia ci è sembrato subito chiaro che il nucleo centrale fosse il tema dell’incontro. Mi sono reso conto che in una fase preliminare di ideazione della storia questo tema trovi sempre il modo di insinuarsi. Non per caso credo che l’incontro con l’altro sia il primo è più importante modo di emancipazione di sè stessi, e Dietro le quinte è proprio un tentativo di raccontare questa cosa qui: l’incontro notturno e fugace tra le due protagoniste ha un effetto liberatorio sulla più timida.In una narrazione che segue volutamente un tono favolistico e surreale, l’intenzione è stata quella di raccontare la storia dal punto di vista sognante del personaggio della custode, cercando di conferire a tutti gli scenari le caratteristiche proprie del suo sguardo. Il corto è un racconto intimo, che oscilla tra il sospeso e il romantico, e che cerca di tenere saldo, in questa dualità di tono, il punto centrale: l’importanza dell’incontro al fine di una propria emancipazione.

