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Aco, un vivace quattordicenne che consuma le sue giornate a Bergamo insieme agli amici, è innamorato di Cate, una ragazza che non gli rivolge più la parola da quando lui ha messo in giro la voce di averci fatto sesso. Quando scopre che Cate ha perso il suo gatto, Aco decide di cercare l’animale perduto per riconquistare la fiducia della ragazza.

poster del cortometraggio "il Dio dei gatti è immortale"
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Aco, un vivace quattordicenne che consuma le sue giornate a Bergamo insieme agli amici, è innamorato di Cate, una ragazza che non gli rivolge più la parola da quando lui ha messo in giro la voce di averci fatto sesso. Quando scopre che Cate ha perso il suo gatto, Aco decide di cercare l’animale perduto per riconquistare la fiducia della ragazza.

poster del cortometraggio "il Dio dei gatti è immortale"

IL DIO DEI GATTI È IMMORTALE

(The God of cats is immortal)

 

Italia  2022 / 18′

diretto da
Riccardo Copreni

con
Giuseppe Rodriguez
Gaia Bocci
Simone Santonocito
Samuele Satta
Luca Macrì
Rossana Bena

Soggetto e Sceneggiatura Gianluca Dario Rota
Andrea Bondioli
Stefano Origgi
Direttore della Fotografia Elisa Fioritto
Montaggio Matteo Mossi
Musica Giovanni Zof
Scenografia Federico Trezzi
Andrea Colombo
Costumi Sara Gervasoni
Giulia Vismara
Trucco Giacomo Marazzi
Suono Gianpiero Sanzari
Produzione Eclettica
Oki Doki Filn
Distribuzione Esen Studios

corto "il Dio dei gatti" loghi
Riccardo Copreni, regista del cortometraggio "Il Dio dei gatti è immortale"

Riccardo Copreni

Riccardo Copreni, classe 1998, si diploma in regia alla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, con il cortometraggio Oscar, selezionato in oltre 20 festival internazionali e vincitore del premio del pubblico a Cortogenia (Spagna) e del premio della giuria a Jacksonville (Usa). È cofondatore del collettivo Eclettica per cui dirige diversi spot pubblicitari per il web e per la televisione e produce videoclip e fashion film. Nel 2020 inizia a lavorare come realizzatore per Sky Italia. Nel 2021 è co-soggettista e creative producer del film Giochi d’infanzia in produzione con Nuora Film. Dal 2022 è membro di Air3. – Italian Directors Guild.

Riccardo Copreni

Riccardo Copreni, classe 1998, si diploma in regia alla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, con il cortometraggio Oscar, selezionato in oltre 20 festival internazionali e vincitore del premio del pubblico a Cortogenia (Spagna) e del premio della giuria a Jacksonville (Usa). È cofondatore del collettivo Eclettica per cui dirige diversi spot pubblicitari per il web e per la televisione e produce videoclip e fashion film. Nel 2020 inizia a lavorare come realizzatore per Sky Italia. Nel 2021 è co-soggettista e creative producer del film Giochi d’infanzia in produzione con Nuora Film. Dal 2022 è membro di Air3. – Italian Directors Guild.

Riccardo Copreni, regista del cortometraggio "Il Dio dei gatti è immortale"

Note di regia:

Il dio dei gatti è immortale racconta i turbamenti caratteristici della pre-adolescenza, quel momento della vita dopo i 12 anni in cui ogni cosa è estrema. Ci si affaccia a un mondo con una nuova libertà, non si è più bambini e tutto è ancora sconosciuto. Ma esistono solo due colori: il bianco e il nero. Bisogna scegliere e ogni piccola scelta sembra determinante per la propria identità. Da un lato si intravvedono le dinamiche di gruppo all’interno della 24/129 gang, una famiglia inclusiva e giocosa tenuta insieme da una sincera fratellanza, ma anche da una mascolinità tossica che impregna le dinamiche interne di questa famiglia. Il mondo normale va attaccato e i nemici distrutti, perché per affermare se stessi bisogna affossare gli altri. In questo sistema i sentimenti sono guardati con ironia e sospetto. Nonostante tutto questo Aco prova per quella ragazzina ricca un sentimento che per quanto possa provare a soffocare, per quanto possa aver tradito, affiora non appena la rivede. Aco l’ha tradita, senza volerlo le ha fatto del male cercando di nascondere alla gang e soprattutto a sé stesso la vera natura dei suoi sentimenti. Aco trova nella ricerca del gatto perduto un’occasione per poter recuperare un rapporto a cui, nonostante tutto, tiene da morire. Da qui il racconto si articola nella struttura di un film d’avventura, con l’eroe e la sua missione, i vari indizi e i vari ostacoli che deve affrontare. Un western, dove al posto dei cavalli ci sono i motorini e lo skate, al posto delle pistole, i petardi e al posto del Texas la provincia bergamasca. Il racconto è ad altezza ragazzo, all’altezza dei suoi sentimenti e desideri così estremi: uno sguardo romantico per cui la vita reale diventa romanzo/avventura, da cui rimane escluso quello sguardo cinico che emerge nella vita adulta. 

Note di regia:

Il dio dei gatti è immortale racconta i turbamenti caratteristici della pre-adolescenza, quel momento della vita dopo i 12 anni in cui ogni cosa è estrema. Ci si affaccia a un mondo con una nuova libertà, non si è più bambini e tutto è ancora sconosciuto. Ma esistono solo due colori: il bianco e il nero. Bisogna scegliere e ogni piccola scelta sembra determinante per la propria identità. Da un lato si intravvedono le dinamiche di gruppo all’interno della 24/129 gang, una famiglia inclusiva e giocosa tenuta insieme da una sincera fratellanza, ma anche da una mascolinità tossica che impregna le dinamiche interne di questa famiglia. Il mondo normale va attaccato e i nemici distrutti, perché per affermare se stessi bisogna affossare gli altri. In questo sistema i sentimenti sono guardati con ironia e sospetto. Nonostante tutto questo Aco prova per quella ragazzina ricca un sentimento che per quanto possa provare a soffocare, per quanto possa aver tradito, affiora non appena la rivede. Aco l’ha tradita, senza volerlo le ha fatto del male cercando di nascondere alla gang e soprattutto a sé stesso la vera natura dei suoi sentimenti. Aco trova nella ricerca del gatto perduto un’occasione per poter recuperare un rapporto a cui, nonostante tutto, tiene da morire. Da qui il racconto si articola nella struttura di un film d’avventura, con l’eroe e la sua missione, i vari indizi e i vari ostacoli che deve affrontare. Un western, dove al posto dei cavalli ci sono i motorini e lo skate, al posto delle pistole, i petardi e al posto del Texas la provincia bergamasca. Il racconto è ad altezza ragazzo, all’altezza dei suoi sentimenti e desideri così estremi: uno sguardo romantico per cui la vita reale diventa romanzo/avventura, da cui rimane escluso quello sguardo cinico che emerge nella vita adulta.