Distribuzione del cortometraggio documentario "Il laboratorio" diretto da Giulio Maria Cavallini
Distribuzione del cortometraggio documentario "Il laboratorio" diretto da Giulio Maria Cavallini
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Ogni anno risalgono l’altopiano del Nivolet per ripetere le stesse misurazioni, raccogliendo dati preziosi anche in zone impervie. A 2600 metri, nel Parco del Gran Paradiso, un team di ricercatori lavora in una delle “zone critiche” del pianeta: un esperimento globale che, dall’Artico all’Amazzonia, studia come gli ecosistemi reagiranno all’aumento delle temperature e al cambiamento climatico.

 

Poster del cortometraggio documentario "Il laboratorio" diretto da Giulio Maria Cavallini
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Ogni anno risalgono l’altopiano del Nivolet per ripetere le stesse misurazioni, raccogliendo dati preziosi anche in zone impervie. A 2600 metri, nel Parco del Gran Paradiso, un team di ricercatori lavora in una delle “zone critiche” del pianeta: un esperimento globale che, dall’Artico all’Amazzonia, studia come gli ecosistemi reagiranno all’aumento delle temperature e al cambiamento climatico.

 

Poster del cortometraggio documentario "Il laboratorio" diretto da Giulio Maria Cavallini

Il laboratorio

Italia, 2026 / 25′

scritto da
Silvia Rosa-Brusin

regia di
Giulio Maria Cavallini

con
Antonello Provenzale
Climatologo

Direttore della Fotografia Giulio Maria Cavallini
Montaggio & Suono Giulio Maria Cavallini
Produttore Esecutivo Silvia Rosa-Brusin
Giulio Maria Cavallini
Produzione Accademia delle Scienze di Torino
Distribuzione Esen Studios

Silvia Rosa-Brusin

Biografia

Silvia Rosa-Brusin, giornalista, nel 1992 ha contribuito a creare il primo telegiornale interamente dedicato alla scienza, “Leonardo” in onda ogni giorno in diretta su Raitre. Ha raccontato tutti i grandi momenti della scienza degli ultimi trent’anni. Da inviata ha seguito gran parte degli eventi scientifici più significativi in particolare nel settore spaziale.

Nel 2001, ha curato in diretta televisiva il primo dialogo tra un Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, e un astronauta nello spazio, Umberto Guidoni, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.Nello stesso anno, per il Marconi Day, ha realizzato un collegamento tra il Presidente della Repubblica e il Canada, in occasione del centenario della prima trasmissione radio transatlantica.

Tra i suoi documentari, si segnalano: l’arrivo di Curiosity su Marte; “Talenti d’Italia”, inchiesta sugli scienziati italiani all’estero; “Infiniti mondi”, primo reportage della TV Italiana sulla scoperta dei pianeti extrasolari. Ha pubblicato per Electa Mondadori “La Terra dallo spazio” e tenuto conferenze e lezioni in molti Paesi.

Dal 2023 collabora con l’Accademia delle Scienze di Torino, realizzando video sulla storia e l’attualità della scienza: “Il grande viaggio”, sulla fondazione del Museo Egizio di Torino, “Schiaparelli l’Egittologo fotografo”, “Silvio Curto e il tempio salvato”, sull’impresa dell’Unesco in Nubia, “Charles Babbage e il computer quantistico”, “La Luna dei terremoti”, “Il problema dei tre corpi”. L’Unione Astronomica Internazionale le ha dedicato un asteroide (“7396 Rosa-Brusin”).

Giulio Maria Cavallini

Biofilmografia

Giulio Cavallini, è un regista, fotografo e attore italiano. Nasce a Torino nel 1993. Si avvia alla recitazione a 15 anni frequentando la Scuola di Teatro Sergio Tofano. Diviene allievo della Scuola di alta formazione professionale per attori del Teatro Stabile di Torino, dove si diplomerà nel 2015. È autore, regista e produttore di vari cortometraggi tra i quali “Il sognatore” (2011), con cui vince il Premio della Giuria al Sottodiciotto Film Festival e “Conseguenze” (2017). Nel 2021 scrive, dirige e interpreta il corto “Ratavoloira”, proiettato fuori concorso al 39° Torino Film Festival poi premiato in decine di festival internazionali. Nel 2024 dirige Valerio Binasco in “Variazioni fantastiche su eventi realmente accaduti a Torino nel 1911”, cortometraggio sulle ultime ore di vita di Emilio Salgari, vincitore tra gli altri, del Premio Cappello del Cinema all’Alessandria Film Festival. A teatro è autore e regista dello spettacolo «#max²» che debutta nel 2016 alla Cavallerizza Reale occupata di Torino. Nel 2020 è tra i finalisti alla Biennale di Venezia del bando Registi Under 30 con “Roberto Zucco” di Bernard-Marie Koltés.

Filmografia:

  • “Variazioni fantastiche su eventi realmente accaduti a Torino nel 1911”, 2025
  • “Il Teatro dei Morti Viventi”, co-regia con Riccardo Livermore, 2025
  • “Il Grande Viaggio”, 2023
  • “Ancora Ieri”, 2023
  • “All’imbrunire”, 2023
  • “Ratavoloira”, 2021
  • “Conseguenze”, 2017
  • “Niente di grave”, 2014
  • “Lo Sconosciuto”, 2013
  • “Gabriele”, co-regia con Aliosha Massine, 2013
  • “Il sognatore”, 2011

Note di regia e dell'autrice

Raccontare la scienza in presa diretta, mostrare al grande pubblico il lavoro minuzioso dei ricercatori alle prese con un problema grande come il pianeta. Quale sarà il futuro del clima? Riusciremo ad adattarci ai cambiamenti? Per provare a rispondere occorre un’enorme quantità di dati, uniformi e ripetuti, informazioni che devono essere raccolte in aree selezionate. Le “zone critiche” individuate ad ogni latitudine vengono visitate e analizzate periodicamente e i risultati alimentano e perfezionano i modelli di simulazione e previsione. Da un punto di vista filmico la meraviglia del Parco del Gran Paradiso, e in particolare dell’altopiano del Nivolet, ha aiutato a raccontare una storia estremamente complessa e densa di informazioni scientifiche. Il fisico e climatologo del CNR Antonello Provenzale ci conduce nei luoghi della sua ricerca spiegandone i dettagli e il senso generale. Abbiamo volutamente evitato i riferimenti al quadro climatico globale e ogni commento sulla gravità della situazione per focalizzarci meglio sulla “cronaca della scienza”: la storia dipenderà anche dai risultati del lavoro che abbiamo documentato con tutta l’attenzione che merita.

La strumentazione utilizzata per le riprese è stata ridotta al minimo per facilitare il trasporto in quota; la sfida è stata restituire comunque l’emozione per le atmosfere, i colori, la profondità e la vastità di quei paesaggi, così difficile da fotografare. Questo film è il primo documentario prodotto dall’Accademia delle Scienze di Torino.