Uno sregolato scrittore Italiano che vive a Bali vede la sua vita cambiare dopo aver ricevuto un regalo alquanto inusuale.

Uno sregolato scrittore Italiano che vive a Bali vede la sua vita cambiare dopo aver ricevuto un regalo alquanto inusuale.

Il Vespista

Estonia, 2021 / 25′

diretto da
Francesco Crivaro

con
Giovanni Anzaldo
Muhammad Khan
Valentine Payen
Asmara Abigail

Sceneggiatura Lucas Abrahao
Direttore della Fotografia Vishal Vittal
Scenografia Elena Alexandrova
Costumi Friska Aldilla Putri
Suono Indrek Soe
Montaggio Madlen Sieghartsleitner
Produzione Francesco Crivaro per Infraredfilm OU in collaborazione con Lusofona filmes
Distribuzione Esen Studios

Francesco Crivaro

Francesco Crivaro

Francesco Crivaro è un filmmaker che vive in un piccolo paese arroccato sulle Alpi italiane. Attualmente lavora principalmente come direttore della fotografia in progetti di fiction e documentari indipendenti. Molte delle sue opere sono state selezionate e premiate in importanti festival cinematografici internazionali. Nel 2017 fonda “Infraredfilm”, una società di produzione indipendente, con l’intenzione di produrre alcune delle storie che ha portato a casa dai suoi viaggi e dalle sue esperienze professionali. Il Vespista rappresenta il suo film d’esordio come regista di fiction.

Note di regia:

Il film è ispirato alla vita di Giorgio Bettinelli, uno scrittore italiano che, fra la fine degli anni ‘90 e gli inizi del 2000, ha compiuto numerosi lunghi viaggi per le strade di tutto il mondo in sella ad una Vespa. Amo la letteratura di viaggio, le moto (specialmente le vecchie Vespe), i viaggi e sono sempre stato affascinato dalle storie dei grandi esploratori del passato che hanno letteralmente rischiato la propria vita per raggiungere nuovi luoghi, nuove culture e confini. Dopo aver finito di leggere i libri di Giorgio, ne rimasi profondamente affascinato e toccato. Volevo capire cosa potesse aver spinto un uomo a percorrere, ai giorni nostri, più di 270000 km su una Vespa pur avendo rischiato la vita più volte. Giorgio aveva la capacità rara di saper descrivere con le parole la bellezza della diversità del mondo. Aveva saputo, inoltre, sviluppare una prospettiva particolarmente originale e “lenta” (da dietro il manubrio della sua Vespa) che rendeva i suoi racconti ancora più interessanti. Al tempo stesso, però, sembrava anche avere un’altrettanto unico contrasto e conflitto personale che, in qualche modo, spesso raggiungeva la superficie dei suoi scritti circondandolo di un alone di mistero. Così ho iniziato a fare ricerche su di lui, ho incontrato la sua famiglia, i suoi amici e ho scoperto improvvisamente l’esistenza di un uomo, il “vero” Giorgio, che era un po‘ diverso dal personaggio protagonista dei libri. Un uomo con le sue paure, fragilità, desideri e sensi di colpa. Quel “vero” Giorgio era per me ancora più interessante rispetto all’impavido “eroe” di quei libri capace di attraversare qualsiasi paese e superare ogni problema come se nulla fosse. Ho visto molte delle mie esperienze personali riflesse nella vita di Giorgio e ho trovato la possibilità di fare un film in un certo senso molto personale che potesse aiutarmi a chiarire ciò che renda una persona veramente “libera”. E, in definitiva, se la libertà e la felicità appartengono allo stesso lato della medaglia oppure no. Questo corto si concentra sull’episodio che ha cambiato per sempre la vita del nostro protagonista, mentre le esperienze e le conseguenze che scaturiranno successivamente a questo momento verranno sviluppate nella sceneggiatura del lungometraggio, attualmente in fase di lavorazione .