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Margherita è una giovane studentessa universitaria che, dopo un incidente stradale, sviluppa un disturbo mentale chiamato sindrome di Capgras: afferma che il suo fidanzato, Christian, sia stato sostituito da un’altra persona.

Poster del cortometraggio "Il volto di Capgras" di Nicole Turi
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Margherita è una giovane studentessa universitaria che, dopo un incidente stradale, sviluppa un disturbo mentale chiamato sindrome di Capgras: afferma che il suo fidanzato, Christian, sia stato sostituito da un’altra persona.

Poster del cortometraggio "Il volto di Capgras" di Nicole Turi

IL VOLTO DI CAPGRAS

(The face of Capgras)

 

Italia  2023 / 28′

diretto da
Nicole Turi

con
Adele Maruccio
Raffaele Gili
Maria Vittoria Breseghello
Elena Capurso
Fabio Maniglio
Gregorio Laganá
Stella Nicole Rizzo

Soggetto e Sceneggiatura Nicole Turi
Direttore della Fotografia Roberto Frascella
Costumi Patrizia Cancelli
Montaggio Gioele Pezzella
Trucco Barbara Camassa
Christian Turi
Suono Rachele De Simeis
Distribuzione Esen Studios

Selezioni del cortometraggio "Il volto di Capgras"

AWARDS

  • FESTIVAL INTERNAZIONALE INVENTA UN FILM  Italia, 2023 
    Secondo Classificato

Official Selections

  • International Documentary and Short Film Festival of Kerala (India)
    Oscar Qualifying Festival
  • International Documentary Festival of Ierapetra (Grecia)
  • Portobello Film Festival (UK)
  • Orlando Film Festival (USA)
  • Linz International Short Film Festival (Austria)
  • Festival del Cinema Europeo (Italia)
  • Festival Internazionale Inventa un Film (Italia)
  • Pune Short Film Festival (India)
Nicole Turi, regista del film "Il volto di Capgras"

Nicole Turi

Nicole Turi si laurea nel 2021 presso la Rome University of Fine Arts in Cinema e attualmente frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia. Il suo percorso inizia con la vittoria del concorso nazionale ‘Scrivere il teatro’ indetto dal MIUR con la sceneggiatura “I fantasmi sono in noi“ (2015). Dirige diversi cortometraggi e brevi spot fino ad arrivare al cortometraggio sperimentale “Il volto di Capgras”. Ha lavorato inoltre su diversi set in ruoli come aiuto regia, assistente alla regia, segretaria di edizione e stagista di produzione.

Note di regia:

L’obiettivo del film “Il volto di Capgras” non è solo quello di risvegliare la coscienza del pubblico ma anche di mettere alla luce quello che è il valore del patto spettatore-autore: la sospensione dell’incredulità. L’intento è quello di rendere lo spettatore consapevole di quella che è la propria condizione davanti ad un testo filmico che è in bilico tra abbandono e presenza di sé.
I mezzi utilizzati sono molteplici, dai video di repertorio alle ricostruzioni e le interviste. Ogni mezzo utilizzato è stato pensato per rendere il film più simile possibile ad un documentario, utilizzando gli stilemi di questo. I personaggi sono in parte attori professionisti e in parte persone totalmente lontane dal mondo del cinema. Il lavoro di direzione degli attori è stato diverso e studiato per ognuno di questi. Gli attori professionisti non avevano a disposizione la sceneggiatura ma solo il susseguirsi degli eventi per poter lavorare per immagini e improvvisazione risvegliando così emozioni reali e discorsi fluidi. Al contrario per i “non attori” il lavoro è stato fatto esattamente al contrario, questi avevano a disposizione una sceneggiatura da studiare ed ogni singola intervista è stata costruita attraverso uno studio singolare. I video di repertorio appartengono a persone diverse da quelle rappresentate nel film e con questi è stata fatta un’accurata selezione in modo che potessero sembrare appartenenti ai protagonisti della storia.

Note di regia:

L’obiettivo del film “Il volto di Capgras” non è solo quello di risvegliare la coscienza del pubblico ma anche di mettere alla luce quello che è il valore del patto spettatore-autore: la sospensione dell’incredulità. L’intento è quello di rendere lo spettatore consapevole di quella che è la propria condizione davanti ad un testo filmico che è in bilico tra abbandono e presenza di sé.
I mezzi utilizzati sono molteplici, dai video di repertorio alle ricostruzioni e le interviste. Ogni mezzo utilizzato è stato pensato per rendere il film più simile possibile ad un documentario, utilizzando gli stilemi di questo. I personaggi sono in parte attori professionisti e in parte persone totalmente lontane dal mondo del cinema. Il lavoro di direzione degli attori è stato diverso e studiato per ognuno di questi. Gli attori professionisti non avevano a disposizione la sceneggiatura ma solo il susseguirsi degli eventi per poter lavorare per immagini e improvvisazione risvegliando così emozioni reali e discorsi fluidi. Al contrario per i “non attori” il lavoro è stato fatto esattamente al contrario, questi avevano a disposizione una sceneggiatura da studiare ed ogni singola intervista è stata costruita attraverso uno studio singolare. I video di repertorio appartengono a persone diverse da quelle rappresentate nel film e con questi è stata fatta un’accurata selezione in modo che potessero sembrare appartenenti ai protagonisti della storia.