Paolo, un uomo single sulla quarantina, trascorre la vita tra il suo monolocale e il museo dei frutti finti, dove lavora come guardia. Vive in una bolla sospesa senza rendersi conto di essere infelice e incapace di reagire. Un incontro casuale smuoverà, forse definitivamente, il suo mondo interiore.

Paolo, un uomo single sulla quarantina, trascorre la vita tra il suo monolocale e il museo dei frutti finti, dove lavora come guardia. Vive in una bolla sospesa senza rendersi conto di essere infelice e incapace di reagire. Un incontro casuale smuoverà, forse definitivamente, il suo mondo interiore.

ONDE

(Waves)

Italia, 2020 / 17′

diretto da
Federico Turani

con
Luca Busnengo

Soggetto e sceneggiatura Federico Turani
Direttore della Fotografia Fabio Possanzini
Scenografia e costumi Lucia Giorgio
Suono Elisabeth Armand
Montaggio Bruno Ugioli
Musica Andrea Pacillo
Produttore Federico Turani
Distribuzione Esen Studios

Federico Turani

Federico Turani è regista, sceneggiatore e produttore. Dopo una laurea in Biologia inizia a studiare cinema tra Milano, Torino e Bergamo. Nel 2016 esordisce con “To”, un cortometraggio a tema ambientale selezionato al Zagreb Green Film Fest e al Geofilmfestival Expocinema. “Break Into” (2017) vince l’Orlando Festival e viene selezionato al Verona International Film Festival e al Sardinia Queer Short Film Festival. Nel 2018 scrive la sceneggiatura di “Onde”, che viene selezionata al Pitching Forum del Trieste Short International Film Festival e all’Aiace Summer School, per essere poi prodotta nel 2020.

Federico Turani

Federico Turani è regista, sceneggiatore e produttore. Dopo una laurea in Biologia inizia a studiare cinema tra Milano, Torino e Bergamo. Nel 2016 esordisce con “To”, un cortometraggio a tema ambientale selezionato al Zagreb Green Film Fest e al Geofilmfestival Expocinema. “Break Into” (2017) vince l’Orlando Festival e viene selezionato al Verona International Film Festival e al Sardinia Queer Short Film Festival. Nel 2018 scrive la sceneggiatura di “Onde”, che viene selezionata al Pitching Forum del Trieste Short International Film Festival e all’Aiace Summer School, per essere poi prodotta nel 2020.

NOTE DI REGIA

“Onde” vuole essere un’indagine sulla condizione odierna dell’uomo. Si tende troppo spesso a giustificare le proprie azioni dando colpe ad un passato, ad un modo in cui “siamo fatti”. Ho voluto approfondire quindi la prospettiva di noi come autori delle nostre scelte e soprattutto delle nostre non scelte.
Paolo tende ad isolarsi, non parla mai ed è in costante conflitto con il suo mondo interiore sensibile e curioso che lo porterebbe nella direzione opposta. E’ felice di questa condizione? Vuole cambiare? Se sì, perchè non lo fa? Sono domande che semplicemente non si pone. Ne risulta quindi una fotografia della sua vita da un punto di vista neutrale: Paolo è quello che fa.
La nostra idea di lui viene sempre messa in discussione, complice anche la scelta stilistica che alterna inquadrature strette quando è in movimento e campi medio-lunghi quando è fermo.
In questo modo permane un occhio dinamico che non permette allo spettatore di porre un punto alla linea psicologica del personaggio.
Questa storia è come una bolla di vita all’interno di un mondo. Il messaggio finale è che nonostante tutto, non siamo soli. Basterebbe aprirsi al mondo e le proprie paure verrebbero diluite.
Bisogna reagire alla vita, crederci e provarci sempre o nulla mai cambierà.

NOTE DI REGIA

“Onde” vuole essere un’indagine sulla condizione odierna dell’uomo. Si tende troppo spesso a giustificare le proprie azioni dando colpe ad un passato, ad un modo in cui “siamo fatti”. Ho voluto approfondire quindi la prospettiva di noi come autori delle nostre scelte e soprattutto delle nostre non scelte.
Paolo tende ad isolarsi, non parla mai ed è in costante conflitto con il suo mondo interiore sensibile e curioso che lo porterebbe nella direzione opposta. E’ felice di questa condizione? Vuole cambiare? Se sì, perchè non lo fa? Sono domande che semplicemente non si pone. Ne risulta quindi una fotografia della sua vita da un punto di vista neutrale: Paolo è quello che fa.
La nostra idea di lui viene sempre messa in discussione, complice anche la scelta stilistica che alterna inquadrature strette quando è in movimento e campi medio-lunghi quando è fermo.
In questo modo permane un occhio dinamico che non permette allo spettatore di porre un punto alla linea psicologica del personaggio.
Questa storia è come una bolla di vita all’interno di un mondo. Il messaggio finale è che nonostante tutto, non siamo soli. Basterebbe aprirsi al mondo e le proprie paure verrebbero diluite.
Bisogna reagire alla vita, crederci e provarci sempre o nulla mai cambierà.