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  1. Aldo Marianecci, attore 40enne in cerca di fortuna, torna nella sua città natale, Cisterna di Latina. Trascorrerà il week-end con gli amici di sempre e con una giovane americana conosciuta su un set a Cinecittà. L’attesa di una telefonata che potrebbe cambiargli la vita, segna le sue giornate.
Poster del film cortometraggio "Volevo essere Gassman"
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  1. Aldo Marianecci, attore 40enne in cerca di fortuna, torna nella sua città natale, Cisterna di Latina. Trascorrerà il week-end con gli amici di sempre e con una giovane americana conosciuta su un set a Cinecittà. L’attesa di una telefonata che potrebbe cambiargli la vita, segna le sue giornate.
Poster del film cortometraggio "Volevo essere Gassman"

VOLEVO ESSERE GASSMAN

(I wanted to be Vittorio Gassman)

Italia, 2021 / 16′

diretto da
Cristian Scardigno

con
Simone Finotti
Sofia Maggi
Astrid Meloni
Mimmo Ruggiero
Goffredo Maria Bruno
Gianluca Cammisa
Marco Caieta

con l’amichevole partecipazione di
Giorgio Gobbi

Sceneggiatura Cristian Scardigno
Simone Finotti
Soggetto Simone Finotti
Direttore della Fotografia Francesco Crivaro
Scenografia Federico Baciocchi
Costumi Alessia Condò
Trucco e Capelli Veronica Laghi
Suono Mirko Giovannoni
Montaggio Matteo Di Simone
Musiche Mauro del Nero
Produzione Esen Studios
Produzione Associata FAP
Distribuzione Esen Studios

produzione cortometraggi Esen Studios
Selezioni ufficiali
Selezioni ufficiali
Cristian Scardigno regista

Cristian Scardigno

Cristian Scardigno è regista, sceneggiatore e distributore. Nel 2013 dirige la sua opera prima, “Amoreodio”, selezionata in concorso al “Montreal World Film Festival” (Canada) e vincitrice del premio per la miglior attrice ad “Annecy Cinema Italien” (Francia). Dal 2015, Scardigno è il direttore artistico del Cisterna Film Festival. Nel 2017 fonda la società di produzione e distribuzione Esen Studios, con la quale produce e dirige il cortometraggio “Nel suo mondo” (2017) e il documentario “Lentamente” (2018). Entrambe le opere vengono selezionate in numerosi festival internazionali, tra cui il Tirana International Film Festival (Albania) e l’American Documentary and Animation Film Festival (Stati Uniti), validi per la qualificazione agli Oscar nella categoria dei corti e dei documentari corti.

Cristian Scardigno

Cristian Scardigno è regista, sceneggiatore e distributore. Nel 2013 dirige la sua opera prima, “Amoreodio”, selezionata in concorso al “Montreal World Film Festival” (Canada) e vincitrice del premio per la miglior attrice ad “Annecy Cinema Italien” (Francia). Dal 2015, Scardigno è il direttore artistico del Cisterna Film Festival. Nel 2017 fonda la società di produzione e distribuzione Esen Studios, con la quale produce e dirige il cortometraggio “Nel suo mondo” (2017) e il documentario “Lentamente” (2018). Entrambe le opere vengono selezionate in numerosi festival internazionali, tra cui il Tirana International Film Festival (Albania) e l’American Documentary and Animation Film Festival (Stati Uniti), validi per la qualificazione agli Oscar nella categoria dei corti e dei documentari corti.

NOTE DI REGIA

L’Italia dei primi anni ’60, la commedia all’italiana e Aldo Marianecci. “Volevo essere Gassman” è un mix tra questi tre elementi: un’epoca e un genere fondamentale nella storia del cinema italiano, e un omaggio sentito e sincero ad un personaggio realmente esistito. Aldo Marianecci, per gli amici “Bobby”, è un attore sconosciuto ai più. Ha iniziato la sua carriera con un piccolo ruolo in “Sciuscià” di Vittorio De Sica, e ha proseguito ricoprendo sempre parti da non protagonista in film per la televisione e opere di grandi maestri riconosciuti.
La storia raccontata nel corto si colloca quasi agli inizi della sua carriera, o meglio, nel momento in cui Aldo sta per iniziare un percorso più consistente, nei primi anni ’60, all’indomani del ruolo ottenuto nel film tv “Il mondo è una prigione” di Vittorio Cottafavi. La seconda guerra mondiale è alle spalle, la ricostruzione sociale ed economica già ampiamente avviata nel decennio precedente. Siamo agli sgoccioli del boom economico e in Italia imperversano le commedie di Monicelli, Risi, Pietrangeli, i film di Vittorio Gassman, Tognazzi, Sordi, Mastroianni. Un cinema dall’atmosfera leggera e quasi spensierata, anche nei momenti di riflessione, che ha saputo descrivere alla perfezione l’Italia e gli italiani.
Nel mettere in scena le 24 ore di Bobby Marianecci nella sua Cisterna, ho voluto utilizzare una grammatica registica dei primi anni ’60, portando toni recitativi e inquadrature il più vicino possibile agli standard di quegli anni. Per descrivere meglio il personaggio, ho utilizzato anche il mockumentary, mettendo in scena finte interviste girate in Super 8 a personaggi strettamente vicini a lui. Nelle parole della sorella Anita e in quelle degli amici Cesare e Umberto, esce fuori la descrizione del personaggio che mi è stato raccontato da chi l’ha conosciuto e frequentato. Bobby era fuori dagli schemi e un simpatico cialtrone. In paese lo chiamavano l’ “Attore”, innamorato del cinema e della sua piccola città.

NOTE DI REGIA

L’Italia dei primi anni ’60, la commedia all’italiana e Aldo Marianecci. “Volevo essere Gassman” è un mix tra questi tre elementi: un’epoca e un genere fondamentale nella storia del cinema italiano, e un omaggio sentito e sincero ad un personaggio realmente esistito. Aldo Marianecci, per gli amici “Bobby”, è un attore sconosciuto ai più. Ha iniziato la sua carriera con un piccolo ruolo in “Sciuscià” di Vittorio De Sica, e ha proseguito ricoprendo sempre parti da non protagonista in film per la televisione e opere di grandi maestri riconosciuti.
La storia raccontata nel corto si colloca quasi agli inizi della sua carriera, o meglio, nel momento in cui Aldo sta per iniziare un percorso più consistente, nei primi anni ’60, all’indomani del ruolo ottenuto nel film tv “Il mondo è una prigione” di Vittorio Cottafavi. La seconda guerra mondiale è alle spalle, la ricostruzione sociale ed economica già ampiamente avviata nel decennio precedente. Siamo agli sgoccioli del boom economico e in Italia imperversano le commedie di Monicelli, Risi, Pietrangeli, i film di Vittorio Gassman, Tognazzi, Sordi, Mastroianni. Un cinema dall’atmosfera leggera e quasi spensierata, anche nei momenti di riflessione, che ha saputo descrivere alla perfezione l’Italia e gli italiani.
Nel mettere in scena le 24 ore di Bobby Marianecci nella sua Cisterna, ho voluto utilizzare una grammatica registica dei primi anni ’60, portando toni recitativi e inquadrature il più vicino possibile agli standard di quegli anni. Per descrivere meglio il personaggio, ho utilizzato anche il mockumentary, mettendo in scena finte interviste girate in Super 8 a personaggi strettamente vicini a lui. Nelle parole della sorella Anita e in quelle degli amici Cesare e Umberto, esce fuori la descrizione del personaggio che mi è stato raccontato da chi l’ha conosciuto e frequentato. Bobby era fuori dagli schemi e un simpatico cialtrone. In paese lo chiamavano l’ “Attore”, innamorato del cinema e della sua piccola città.