Italia, 2026 /35′
regia di
con
Francesca Brenta
Silvio Lazzaro
Lorenzo Lazzaro
Anny Binel
Alexis Binel
| Direttore della Fotografia | Andrea Lambardi |
| Operatrice Camera | Susanna Fortrunato |
| Montaggio | Susanna Grimaldi |
| Musica | Francesca Baglieri Salvatore Iembo Flori Ciarlariello Alessandro Cannone |
| Suono | Nicola Siddi |
| Montaggio del suono | Davide Lugni |
| Organizzatrice di Produzione | Anna Matilde Lamberti |
| Distribuzione | Esen Studios |
Serena Lazzaro
Biografia
Serena Lazzaro, classe 1999, nata in Valle D’Aosta. Conduce la sua ricerca artistica nell’ambito della commedia, genere che le consente di esprimere il suo ironico e sagace punto di vista sul mondo e di metterne in mostra le ipocrisie. Nel 2020 frequenta l’Accademia Griffith di Roma e prende parte a numerosi cortometraggi nel ruolo di aiuto regia. Dal 2021 frequenta la RUFA Rome University of Fine Arts, realizzando durante il triennio due cortometraggi e un documentario. Nel 2025 scrive e dirige il corto “Di marketing e miracoli”, selezionato in diversi festival internazionali, tra cui l’Independent Days Film Festival (Germania), il Chichester International Film Festival (Inghilterra) e il Golden Door International Film Festival (Usa).
Filmografia:
- “Una nuova famiglia” , 2026, documentario
- “Di marketing e miracoli” , 2025, cortometraggio
- “Lift boy” , 2022, cortometraggio
Note di regia
Questo film non nasce dal bisogno di mettere in discussione quella decisione, ma dal desiderio di osservarne la complessità. Mi interessa il divario che talvolta si apre tra le intenzioni e le conseguenze, tra il progetto immaginato dagli adulti e l’esperienza vissuta da chi ne fa parte. Le scelte compiute per amore non vengono percepite allo stesso modo da tutti e, anche quando generano qualcosa di prezioso, possono lasciare domande irrisolte.
A quasi dieci anni da un lutto che ha segnato profondamente la nostra famiglia, ho sentito la necessità di creare uno spazio in cui queste domande potessero emergere. Non per cercare una verità definitiva, ma per accogliere punti di vista differenti, memorie divergenti e vissuti che raramente avevano trovato un’occasione per essere condivisi.
Attraverso il dialogo con i miei fratelli, Una nuova famiglia prova a restituire la complessità dei legami familiari e il modo in cui questi si trasformano nel tempo. È una lettera aperta alla mia famiglia, ma anche una riflessione più ampia sul significato dell’appartenenza e sul fatto che ogni storia comune è fatta di esperienze che non coincidono mai del tutto.

